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Violenza donne, Nardini si complimenta con Schmidt per ‘Lo sfregio’

Mostra 'Lo sfregio'


Il busto di Costanza Piccolomini Bonarelli, realizzato dal Bernini, è esposto fino al 19 dicembre alle Gallerie degli Uffizi di Firenze

Riceviamo e pubblichiamo da Agenzia Toscana Notizie.

I miei più sinceri complimenti a lei e a Chiara Toti, curatrice della mostra ‘Lo sfregio’, per questa iniziativa che ci invita a riflettere sul fenomeno drammatico della violenza sulle donne.

Si apre così la lettera che l’Assessore regionale alle pari opportunità Alessandra Nardini ha inviato al Direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt.

Nel celebre museo, fino al 19 dicembre, è esposto il busto di Costanza Piccolomini Bonarelli, realizzato dal suo amante Gian Lorenzo Bernini, che però poi, per un impeto di gelosia nella loro relazione, la fece sfregiare.

Il capolavoro è collegato con l’attualità odierna anche perché nella mostra l’arte del Bernini dialoga poi con le fotografie di Ilaria Sagaria che raccontano poeticamente il dolore e la solitudine delle persone colpite da sostanze corrosive: è lo ‘sfregio’ evocato nel titolo.

Prosegue la Nardini nella sua missiva:

Mi preme ringraziarvi per aver pensato a questa esposizione che invita visitatrici e visitatori a riflettere su un fenomeno drammatico, purtroppo attualissimo.

La circostanza che la mostra da voi voluta e allestita si tenga in novembre, mese nel quale si celebra la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, accresce l’importanza della vostra proposta.

Il confronto artistico tra passato e presente sulla violenza di genere messo in opera ‘senza spettacolalizzarne il dolore’, come ha correttamente sottolineato Ilaria Sagaria, contribuisce certamente alla sensibilizzazione delle persone su un fenomeno ancora radicato nelle nostre società che abbiamo il dovere di combattere con tutte le nostre forze e con tutti gli strumenti.

La lotta a qualsiasi forma di discriminazione e violenza, il contrasto degli stereotipi di genere, la promozione di rispetto e parità possono e devono passare anche dall’arte. Il cambiamento di cui abbiamo bisogno è soprattutto un cambiamento culturale.

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