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Tu che mi ascolti



Il vento del passato mi avvolge in un manto di delicato lino e fra le turbolenze assordanti del mio vivere quotidiano, disegno con polvere d’oro un cerchio di “Luce”. Mi pongo al centro di esso ed in piena sintonia col mio respiro, m’immergo in un oceano di abissale silenzio. All’inizio impercettibili sensazioni, poi, come un guizzo d’acqua di sorgente, il mio spirito prevale sulla mera materialità del mio corpo ed in quello stadio, rivivo te.
Dalla purezza dell’Amore per la mia progenie, attraversando l’Origine terrena da cui entrambi proveniamo, sono giunto per l’ennesima volta a te, in questa tua nuova forma.

Molti gli anni “fisici” che separano la materialità del nostro legame; infinitamente presente, l’autenticità di quello spirituale.

Non ho un’immagine di te, ma posso adesso percepire l’intensità della tua “essenza”.

Ora, come allora, “frantumo” con la mia volontà miriadi di lacrime cristallizzate nel mio cuore: lascio che discendano nelle tenebre di me stesso, affinché compiano la loro naturale missione: restituirmi all’Amore.

Innanzi a te, mi riscopro bambino, ad ascoltare la voce di donna che mi donò vita e coraggio. Uomo nel tempo, di questo tempo, che ha costruito la sua forza sulle proprie fragilità, partorite da “strappi di cuore” ricuciti dalla mano della rassegnazione.

Il respiro diventa più quieto, il battito del mio “organo di fuoco” rallenta: adesso non ci sono più barriere fra i due mondi: siamo agganciati entrambi alla “matrice” delle nostre essenze. Tu che mi ascolti, non hai altro “desiderio” che di guardare nel mio cuore e ristorare la spossatezza di questo spirito che vi abita, sin da quel “primo e antico battito di Luce”.

La tua lontana morte ha suggellato un patto spirituale tra di noi, che entrambi rinsaldiamo e rinvigoriamo “giorno per giorno”.

Vivi in ogni goccia infinitesimale di me e, nella consistenza del mio respiro, percepisco il tuo.
Sono per l’ennesima volta ad un bivio ed il vecchio me sta cedendo consapevolmente il posto a quello nuovo. Non esiste un termine finale, né tantomeno un inizio: si è parte del perenne e perpetuo moto del cosmo e non ci si può che arrendere alla forza propulsiva di questa spinta che chiamiamo vita!

Continuo a sentire la tua amorevole e delicata presenza qui, al mio fianco, e attendi che io ti parli come un tempo, come “quel tempo”.

Le paure s’ingigantiscono come vele spiegate, ma ali di aquila sostituiscono le mie braccia tribolate, inducendomi al volo.

Allontano frustrazione e tormento e, socchiudendo gli occhi nel ricordo di te, avverto leggerezza nel pensiero ed in forma d’aquila spicco quell’anelato volo.

Le catene intrecciate alle pareti del mio cuore si spezzano e di nuova vestigia risplende il mio spirito. Per quanto sia irta quella salita terrena, nulla è impossibile all’energia che ho racchiuso dentro di me e che riesco a sprigionare ogni volta, quando la mia essenza da questo mondo riesce a “fondersi” con la tua, lì, dove sei adesso.

L’unica condizione a cui mi sottoponi per renderti “manifesta” a me, è la verità.

L’ipocrisia e la menzogna appartengono al mio mondo, non al tuo.

Non potrebbe esserci alcun contatto fra le due dimensioni se la mia parte materiale prevalesse su quella spirituale: se così fosse, il “residuo” del mio spirito nemmeno “intuirebbe” ciò che vive al di là dell’invisibile.

Non ho passato, né futuro: il presente è tutto ciò che conosco ed in cui “vivo”.

Sento “cantare” l’anima nel “viverti” nuovamente dentro e, guardando negli occhi puri di chi è venuto dopo di te e di me, non posso non giungere al mare calmo del tuo continuo vegliare sul mio percorso nel mondo.

Ogni goccia segue il suo sentiero: io cerco di orientarmi verso quella “Luce” in cui mi hai insegnato a credere.

Lascio la paura al passato, respirando aria nuova insieme a giovani essenze venute attraverso di me.

Mi rimetto in piedi, pur pagandone il dovuto tributo: ma non c’è lama tagliente che riesca a scalfire la mia armatura, ora che so, che, da sempre e per sempre, tu, mi ascolti.

Autore Antonio Masullo

Antonio Masullo, giornalista pubblicista, avvocato penalista ed esperto in telecomunicazioni, vive e lavora a Napoli. Autore di quattro romanzi, "Solo di passaggio", "Namastè", "Il diario di Alma" e "Shoah - La cintura del Male".

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