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Lombardia, legge contro aggressioni a medici, infermieri e sanitari

medici


Prevenzione del rischio e interventi per la sicurezza sul posto di lavoro sono i cardini della legge

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio Stampa del Consiglio Regionale della Lombardia.

Approvata all’unanimità dall’Assemblea lombarda la legge bipartisan per contrastare i sempre più frequenti episodi di violenza nei confronti di medici ed infermieri.

Il provvedimento è stato illustrato dai consiglieri Franco Lucente, FdI, e Carmela Rozza, PD, rispettivamente primi firmatari di due distinti progetti di legge sul tema, poi abbinati dopo un intenso confronto nel gruppo di lavoro.

Prevenzione del rischio e interventi per la sicurezza sul posto di lavoro sono i cardini della legge che prevede di fornire al Servizio Sanitario Regionale, pubblico e privato accreditato, linee guida e indirizzi tecnico – organizzativi e procedurali comuni su tutto il territorio lombardo.

Ha commentato il Consigliere Lucente:

L’approvazione di oggi è frutto di un lavoro di squadra, portato avanti senza distinzione di colore politico, su due distinte proposte, poi sinteticamente rielaborate.

Si tratta per me di un punto di partenza per affrontare un fenomeno sempre più frequente e che mette a rischio la sicurezza degli operatori e degli stessi pazienti.

Un problema, che come dimostra l’unanimità dell’Assemblea, sta a cuore a tutta l’istituzione regionale e su cui il Consiglio ogni anno effettuerà un monitoraggio. Molte cose potranno essere ancora migliorate sulla base delle indicazioni del Tavolo tecnico.

Ha sottolineato la Consigliera Rozza:

Questo provvedimento intende intervenire sui due aspetti principali delle violenze e delle aggressioni verso il personale medico e paramedico, individuando misure strutturali, e anche di collaborazione con le Forze dell’ordine, e interventi di formazione per il personale, per prevenire casi di violenza.

È fondamentale dare forza di legge alle norme sulla sicurezza per dare omogeneità e cogenza agli interventi in tutte le ASST e ATS lombarde per censire in maniera univoca gli episodi, incoraggiando la denuncia.

Nello specifico, le norme si applicano alle strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private accreditate, le Agenzie di tutela della salute, ATS, e l’Agenzia regionale emergenza urgenza, AREU.

Il monitoraggio sugli episodi di violenza ai danni del personale sanitario, nonché il controllo sull’applicazione delle Linee guida sarà svolto dall’Agenzia di Controllo del Servizio Socio-Sanitario lombardo, ACSS, che predisporrà una relazione annuale da trasmettere alla Giunta e al Consiglio regionale.

Un Tavolo tecnico, cui parteciperanno Regione, direttori degli ospedali, organizzazioni sindacali di medici, veterinari ed infermieri ed altre figure tecniche, sarà di supporto alla DG Welfare per studiare provvedimenti in tema di sicurezza sui posti di lavoro, sulla base di dati relativi alle aggressioni al personale.

La regione, inoltre, promuove Protocolli d’intesa con gli Uffici territoriali del Governo per potenziare la presenza e la collaborazione con le Forza di polizia nei Pronto soccorso e nelle strutture ritenute a più elevato rischio di violenza, assicurando un rapido intervento.

Approvato anche un ordine del giorno, proposto dai capigruppo di maggioranza ed opposizione, che

impegna la Giunta e l’Assessore competente a valutare l’attuazione di interventi strutturali

quali varchi di accesso alle strutture sanitarie, strumenti tecnologici e installazione di telecamere ad uso interno.

Soddisfazione per il varo del provvedimento è stata espressa dai rappresentanti di diversi gruppi: sono intervenuti Consolato Mammì, M5S, Alessandra Cappellari, Lega, Presidente della Commissione Affari istituzionali, il capogruppo del PD, Fabio Pizzul, la Vicepresidente della Commissione Sanità, Simona Tironi e Gianluca Comazzi, entrambi Forza Italia, Paolo Romani, FdI, e l’Assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera.

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