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La Teoria dell’Attore Costitutivo al Politecnico di Milano



Dall’ingegneria al teatro. Il regista Egidio Carbone all’ateneo milanese

Riceviamo e pubblichiamo.

Sarà presentata, per la prima volta, al Politecnico di Milano, giovedì 26 maggio alle 12.30 in aula De Donato, la teoria sperimentale del regista Egidio Carbone, un nuovo modo di concepire il personaggio, in scena e nel tempo scenico, che deriva direttamente dalla meccanica dei solidi e dalla scienza delle costruzioni, in cui l’attore è come un campione di materiale da sottoporre a prove sperimentali sul quale si applicano “sforzi” e si ottengono “deformazioni”.
A dialogare sul passaggio dalla Scienza all’Arte, dalla Fisica alla Metafisica, il regista Egidio Carbone, ex studente del Corso di Laurea in Ingegneria Civile dell’Università Federico II di Napoli, e i professori del Politecnico Carlo Poggi e Marco Imperadori. L’evento sarà aperto dai saluti di Angelo Valsecchi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri e da Ilaria Valente, Preside della Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni del Politecnico di Milano. Modera la professoressa Giuliana Iannaccone.

“Come si modellano i materiali in natura, così si sviluppa la metafisica del personaggio” spiega Egidio Carbone parlando della sua teoria. Prima di affrontare lo studio della materia in maniera fenomenologica, cominciamo a capire com’è fatta, essendone parte, comprendendo la meccanica quantistica e la vitalità e l’energia ad essa associate. Allo stesso modo, ricerchiamo nella filosofia e nell’esistenzialismo l’essenza del tempo e dello spazio di un personaggio, perché non si può modellare un personaggio senza sapere cos’è una persona”.

“La brillante intuizione di Egidio Carbone – evidenzia Luciano Nunziante, professore di Scienza delle Costruzioni della Facoltà di Ingegneria dell’Università Federico II – parte dal suo essere colpito e affascinato dal metodo scientifico che regola le sperimentazioni, nella scienza delle costruzioni e non solo, al fine di ottenere dei risultati nello studio dei materiali. Lui ha ribaltato questo metodo, in maniera geniale, sulle operazioni che il drammaturgo, il regista pratica nelle sue attività. Ciò che accomuna le due esperienze, in apparenza molto distanti tra loro, è la cosiddetta modellazione, ovvero l’ideare un modello ideale, quindi astratto, riassuntivo di un comportamento e assumerlo come un riferimento. Nel caso dell’arte, in maniera non meccanica”.

Presentata a Napoli, nel 2012, nella Facoltà di Ingegneria della Federico II e, nel 2013, nel Museo Archeologico Nazionale, la Teoria dell’Attore Costitutivo ha visto la sua applicazione pratica a teatro, con “La Bufaliera” (2010) in scena al San Carlo di Napoli, e al cinema, con i film sperimentali “Guado” (2014) e “Calìgo” (2016). “Guado” costituisce, per il personaggio, una prova sperimentale tenso-deformativa senza interruzioni di carico. Il provino attraversa, a partire dalla quiete e sottoposto a stress, le fasi elastica e plastica, passando per lo snervamento, fino a giungere alla rottura. In Caligo, il provino è sottoposto allo stesso iter tenso-deformativo ma con due interruzioni di carico al fine di verificare l’effetto dell’incrudimento sul personaggio. Inoltre, alle tre fasi così determinate, considerandole come sistemi isolati, si è sperimentata e rappresentata l’evoluzione naturale dell’entropia, ossia uno stato d’evolversi dall’ordine verso il disordine. Infine, sono state verificate e rappresentate la dilatazione del tempo e il restringimento dello spazio relative a tre diverse velocità assunte dal personaggio, dalla bassa alla più alta, nelle tre fasi di sperimentazione.

Oggi, La Teoria dell’Attore Costitutivo di Egidio Carbone arriva, per la prima volta, al Politecnico di Milano. Non un seminario ma una discussione aperta sul passaggio dalla Scienza all’Arte, dalla Fisica alla Metafisica. Carbone racconterà il percorso che lo ha portato a formulare la sua teoria, a partire dagli studi di Ingegneria, e esporrà, quindi, l’innovativo modo di “rappresentare” l’uomo e il suo modo di essere nel mondo e nel tempo. Lo farà, anche, con la lettura di brani tratti dalle sue opere “La Bufaliera” e “Gocce di Cicuta” e con l’ausilio di incursioni musicali e vocali, attraverso brani composti ed eseguiti con lo stesso metodo sperimentale.

Carlo Poggi, Professore ordinario e docente di Structural Analysis presso la Scuola di Architettura Urbanistica e Ingegneria delle Costruzioni, introdurrà la Teoria dell’Attore Costitutivo richiamando alcuni concetti della meccanica dei solidi che trovano analogie nel comportamento dell’attore: lo stato di sforzo e di deformazione, i legami costitutivi dei materiali, i valori di snervamento, di resistenza e di resilienza dei materiali da costruzione. Marco Imperadori, Professore di Progettazione e Innovazione Tecnologica presso la stessa Scuola, presenterà l’uso dell’acciaio nella scienza e nell’arte attraverso immagini e suggestioni, dall’architettura alla scultura e al teatro.
Ad accompagnare Egidio Carbone, il chitarrista Angelo Plaitano e la cantante Patrizia Spinosi.

Note biografiche
Carlo Poggi, attualmente Professore Ordinario al Politecnico di Milano e docente di Structural Analysis
presso la Scuola di Architettura Urbanistica e Ingegneria delle Costruzioni è stato per diversi anni direttore
del Laboratorio Prove Materiali del Politecnico di Milano ed è responsabile di diversi progetti di ricerca
nel campo dei materiali innovativi per le costruzioni.

Marco Imperadori è Professore Associato di Produzione Edilizia ed è docente di Progettazione e Innovazione Tecnologica presso la Scuola di Architettura Urbanistica e Ingegneria delle Costruzioni. Dal 1999 è titolare dello studio Atelier2 (Gallotti e Imperadori Associati) di Milano. Svolge attività di ricerca nell’ambito dell’innovazione edilizia e della sostenibilità.

Egidio Carbone, 38 anni, è un drammaturgo, regista e attore. Tra le sue opere più importanti “La Bufaliera” presentata al Teatro San Carlo di Napoli nel 2010 e tradotta in lingua araba da Mohamed Salmawy.
Con “Guado – l’essere ribelle” (2014), Carbone ha sperimentato per la prima volta la sua teoria nel cinema, dopo averla applicata nei suoi testi teatrali. “Calìgo” (2016) è il titolo del secondo film, la cui promozione è in corso in questi giorni in Italia e all’estero.

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